Museo Civico di Storia Naturale di Milano La Sezione di Mineralogia dispone di un laboratorio all’avanguardia di preparazione e micropreparazione meccanica nel quale vengono effettuati sia interventi su esemplari mineralogici e petrografici delle collezioni, a scopo di conservazione e/o esposizione, sia riduzioni e lucidature per gli studi scientifici microstrutturali e di microanalisi. Un laboratorio di chimica con attrezzature di base è stato recentemente realizzato con lo scopo di poter effettuare acidature e neutralizzazioni di processi di alterazione, per una corretta preparazione e conservazione degli esemplari mineralogici e petrografici. Le collezioni della Sezione di Mineralogia sono così ripartite: COLLEZIONE GENERALE SISTEMATICA Ordinata secondo la classificazione di Strunz (1970), comprende circa 14.000 campioni di minerali provenienti da tutto il mondo; le specie minerali rappresentate sono circa 1.500, sulle circa 4.000 conosciute. COLLEZIONE REGIONALE ITALIANA Ordinata con un criterio topografico, comprende circa 25.000 esemplari, molti dei quali facenti parte di collezioni storiche famose come la Collezione Borromeo, la Collezione Mauro, la Collezione Sigismund e la Collezione Scaini. COLLEZIONI PETROGRAFICHE Divise in collezione sistematica e collezione di rocce ad uso ornamentale, contano un totale di circa 10.000 esemplari. Tra gli altri, in queste collezioni sono presenti gli esemplari petrografici di studio raccolti da Ettore Artini in Valsesia (NO), le campionature delle formazioni litologiche incontrate durante i lavori per i trafori alpini del S. Gottardo, del Sempione e del Monte Bianco, gli esemplari petrografici delle collezioni storiche Borromeo e Zucchi. Alla Sezione di Mineralogia appartengono anche una collezione gemmologica con quasi 400 gemme tagliate, una collezione di cristalli artificiali e una ricca collezione di "Tipi delle Specie". http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/Documenti.nsf/webHomePage?OpenForm&settore=MCOI-6C5J9V_HP
Museo Civico di Storia Naturale di Verona Il materiale esposto nelle sala di ostensione è soltanto una minima parte delle collezioni che appartengono al Museo o che, di proprietà dello Stato, sono in deposito presso il museo stesso. Tali collezioni rappresentano un ingente materiale di studio, al quale attingono per le loro ricerche sia gli studiosi italiani che quelli stranieri. Tra le collezioni di studio, che riguardano i più vari campi della storia naturale, sono particolarmente ricche e di notevole valore : • L’erbario di felci e muschi della Regione veronese, la collezione di licheni di Abramo Massalongo e quella di epatiche di Caro Massolongo. • La collezione dei fossili di Bolca, quella dei resti fossili di animali del Quaternario e le collezioni paleontologiche generali della Regione veronese; • Le collezioni di Artropodi della regione mediterranea, in particolare quella degli insetti italiani, la collezione dei Crostacei Anfipodi del Mediterraneo e del Mar Rosso, la collezione di ragni da tutto il mondo di Brignoli e quella di serpenti, lucertole e rane di Edoardo De Betta, quelle degli Uccelli e dei Micromammiferi; • Le collezioni di preistoria veronese. http://www.museostorianaturaleverona.it/home.php
Museo di Mineralogia della Sapienza di Roma Operatori didattici qualificati ed esperti, guidano alla scoperta di aspetti fondamentali della mineralogia. La collezione, una delle più importanti d’Europa, è composta da oltre 30.000 esemplari di minerali, meteoriti e gemme. I campioni, esposti in vetrine ben illuminate, sono una selezione dei più importanti minerali dei giacimenti classici italiani: l’Isola d’Elba con l’ematite e i minerali delle pegmatiti; la Sicilia con zolfo, celestina e aragonite; la Sardegna con fosgenite, covellina e anglesite verde; i minerali vulcanici del Lazio, i famosi quarzi “diamante” dei marmi di Carrara e alcuni esempi di minerali alpini. L’esposizione è integrata da numerosi esemplari di campioni storici dei più interessanti giacimenti mondiali e da una importante raccolta di meteoriti. E’ inoltre esposta, la Dattilioteca donata al Museo da Papa Leone XII. Si tratta di una collezione, unica al mondo, di 388 anelli, pietre lavorate, ornamentali e preziose, eseguita nelle famose taglierie di gemme di Idar-Oberstein in Germania. Le raccolte sono organizzate per sezioni tenendo conto, anche, delle loro caratteristiche scientifiche e didattiche. La sala generale è ordinata secondo i piu moderni criteri di classificazione. La sezione didattica, articolata per temi, è stata allestita per servire alle esigenze didattiche di ogni tipo di scuola e del pubblico in generale. La sezione speciale, a disposizione degli studiosi, conserva un vasto numero di campioni di minerali e rocce del Lazio e di Roma sparita. Al suo ingresso un grande plastico pone in evidenza le caratteristiche geomorfologiche dei vulcani del Lazio ove sono stati rinvenuti numerosi minerali rari e nuovi. http://musmin.geo.uniroma1.it
Museo di Mineralogia di Padova Le principali collezioni in cui è articolato il Museo sono organizzate tenendo presenti le finalità didattiche universitarie ed insieme cercando di soddisfare gli interessi di una utenza più ampia. Oltre alle collezioni mineralogiche, il Museo ospita alcuni strumenti ottici (microscopi, goniometri, rifrattometri) di grande interesse storico e tecnico e vecchie attrezzature di laboratorio (bilance, picnometri, densimetri, vetrerie, porcellane) per la determinazione delle caratteristiche fisiche e chimiche dei minerali, alcuni modelli di strutture cristalline e vecchi testi di mineralogia con mirabili illustrazioni grafiche. La dotazione attuale consiste in circa 8000 pezzi, di cui circa 3000 esposti, suddivisi in cinque collezioni contraddistinte da mobili di fattura diversa: Collezione sistematica: ospitata in quattro grandi vetrine a cofano, è costituita da circa 3000 campioni. I minerali esposti, circa un migliaio, sono distribuiti seguendo la classificazione chimico-strutturale che li raggruppa in nove classi. Collezione genetica: costituisce la raccolta più vistosa e imponente del Museo, un migliaio di campioni provenienti da tutto il mondo, molti dei quali, per bellezza e grandezza, costituiscono vere e proprie rarità. I minerali, posti in ampie e luminose vetrine metalliche, sono organizzati tenendo conto dell'ambiente di formazione: sedimentario, metamorfico, magmatico. Collezione dei giacimenti minerari: esibita in una serie di vetrine verticali in legno, è rappresentativa di alcuni fra i più importanti depositi metalliferi e di metalli industriali coltivati in Italia e regioni vicine. I campioni, spesso di notevoli dimensioni, mettono in luce le caratteristiche paragenetiche, tessiturali e strutturali dei minerali utili. Collezione G. Gasser: rappresenta un tipico esempio di collezione regionale: infatti essa comprende solamente pezzi raccolti da Georg Gasser (1857-1931) nelle vallate alpine austro-italiane del Tirolo. In quattro vetrine a muro, i pezzi più significativi , circa 600, appaiono suddivisi per località di provenienza (per vallata), seguendo le indicazioni date dallo stesso Gasser nel volume "Die Mineralien Tirols", edito a Innsbruck nel 1913. Questa collezione, ricca di 2600 esemplari, è di eccezionale valore e interesse scientifico, essendo unica e irripetibile, considerato il sostanziale esaurimento dei giacimenti. Collezioni tematiche: sono ospitate in tre vetrinette nelle quali i minerali sono esibiti in maniera particolare. La collezione cristallografica, ricca di 130 esemplari è costituita da minerali che si presentano in cristalli con forme poliedriche perfette, raggruppati secondo l'appartenenza ai sette sistemi cristallini. La collezione delle gemme raccoglie minerali preziosi e semipreziosi, comprese le pietre dure, spesso abbinati a gemme lavorate da essi ricavate. La collezione fenomenologica comprende infine esemplari che evidenziano particolari fenomeni fisici quali geminazioni, sfaldature, zonature, accrescimenti, associazioni, ecc. http://www.musei.unipd.it/mineralogia/
Museo di Scienze Planetarie - Prato Le collezioni del Museo di Scienze Planetarie hanno cominciato a formarsi a partire dal 1999, grazie ai finanziamenti erogati dalla Provincia di Prato per l'acquisto della Collezione Nardini, che costituisce il primo nucleo delle collezioni del Museo. La quantità e la qualità dei campioni sono state fortemente incrementate negli anni seguenti, grazie anche all'apporto di generose donazioni da parte di due collezionisti privati, Ciatti e Farina. Il Museo possiede due collezioni principali: una di meteoriti e rocce da impatto (contenente circa 400 campioni di cui 120 esposti), l'altra di minerali (circa 4100 campioni, di cui 130 esposti). Fra i campioni esposti spiccano la meteorite metallica di Nantan che rappresenta, col suo peso di 272 kg, la più grande meteorite esistente in Italia e le rare e preziose meteoriti marziane e lunari. La collezione di minerali presenta eccezionali campioni tra cui un topazio di considerevoli dimensioni, un campione pluridecimetrico formato da un'associazione di fluorite verde e calcite lamellare, una straordinaria pirite elbana dai cristalli lucenti e, soprattutto, un campione di brasilianite considerato da molti esperti il più bello a livello mondiale. http://www.mspo.it/
Museo di Storia Naturale di Firenze Le collezioni di Mineralogia, iniziate ai tempi dei Medici, per valore storico e scientifico e per consistenza, fanno del Museo il più importante in Italia ed uno dei più conosciuti all'estero. I campioni assommano a circa 50.000. Tra tutti spiccano i grandi geodi di ametista, il cristallo di topazio di 151 Kg (il secondo del mondo), un'acquamarina di quasi 100 kg e poi quarzi, legni silicizzati, tormaline, pepite d'oro e tante pietre preziose e meteoriti. Per quanto riguarda la sezione di Geologia e Paleontologia l'esposizione è per lo più dedicata ai mammiferi fossili italiani, qui raccolti da oltre due secoli, che fanno parte della collezione vertebrati costituita da circa 20.000 reperti. Importantissime anche le collezioni di rocce, piante ed invertebrati, che occupano il secondo piano dell'edificio (non aperto al pubblico) e che ammontano a circa 200.000 esemplari. http://msn.unifi.it/
Museo Regionale di Scienze Naturali della Valle d'Aosta Il Museo Regionale di Scienze Naturali della Valle d’Aosta è stato inaugurato ufficialmente ed aperto al pubblico il 1° giugno 1985, ma le sue origini risalgono a molti anni prima: nacque infatti nel 1905 come museo privato della Société de la Flore Valdôtaine. Sostenitore e primo conservatore fu il canonico P. L. Vescoz, coadiuvato da altri naturalisti come l’abate J. Henry, presidente della società scientifica per ben un quarantennio ed il botanico L. Vaccari. Le cronache dell’epoca parlano di un’esposizione non grandissima, ma apprezzata dai visitatori come dalla stampa. Il Museo trovò nel tempo collocazione in sedi diverse fino a giungere alla sua ultima e definitiva collocazione nel Castello di Saint-Pierre (AO) dove, a partire dal 2008, ha preso avvio un importante processo di riqualificazione dell'edificio storico e del museo stesso. Il nuovo progetto museografico si articola su un binomio originale e unico: il castello (bene storico- architettonico) e il museo (bene naturalistico) al fine di coinvolgere, emozionare, comunicare a diverse categorie di pubblico contenuti e messaggi proposti con rigore scientifico e selezionati privilegiando le peculiarità del territorio valdostano. Scopo della visita è, dunque, quello di trasmettere concetti e informazioni chiave allo scopo di raccontare la storia naturale della Valle d'Aosta, e in particolare la sua ricchezza biologica e ambientale, anche rispetto ad altre zone alpine. Le collezioni, riferite al territorio valdostano e conservate presso il Museo, sono il risultato di donazioni, di raccolte effettuate da specialisti nei vari settori delle scienze naturali e di prestiti da parte di Istituzioni e di privati. Il nucleo delle collezioni mineralogiche e petrografiche del Museo Regionale di Scienze Naturali è costituito dalle raccolte del canonico Pierre-Louis Vescoz, da lui donate nel 1905 al Musée de la Société de la Flore Valdôtaine. Tali collezioni, comprendenti essenzialmente campioni provenienti dalla Valle d'Aosta, si incrementarono col tempo grazie a frequenti donazioni e vennero descritte dal curatore del Museo, il padre benedettino Auguste Engasser, in un articolo pubblicato nel 1923 nel Bulletin de la Société de la Flore Valdôtaine. Nel 1934, quando a causa di difficoltà logistiche il Museo dovette cedere in prestito le sue collezioni naturalistiche alla Scuola Militare Alpina, i campioni di minerali e rocce ammontavano a 950. Nel 1975 la Société de la Flore Valdôtaine rientrò in possesso delle sue collezioni, purtroppo in parte danneggiate e depauperate, e grazie a successive donazioni, tra le quali si ricorda quella dell'ing. Emilio Margary, riuscì nel 1986 ad allestire una sala del Museo Regionale di Scienze Naturali dedicata a "Minerali e Rocce". http://www.museoscienze.it/